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 Stamattina paese in lutto…

Ma non per la Clinica degli orrori di Milano, non per « monnezza » che sovrasta Napoli, né tanto meno per i rincari della vita quotidiana oppure semplicemente perché il Governo toglierà le intercettazioni per nascondere le Loro nefandezze…

No. Ben più grave è il motivo di tanto sgomento: la semplice sconfitta dell’Italia di ieri sera.

E allora ti rendi conto che vivi in un paese dove l’età media celebrale è rimasta a 16 anni. Dove la prima notizia di oggi è il calcio. E se di calcio non vivi… non esisti.

E come sport esiste solo il pallone. Altrimenti non fai sport.

Provate a sfogliare un giornale sportivo. Qualsiasi. E vi renderete conto che vivono solo di questo. Gli altri… poca cosa: un trafiletto qua e là. Riempitivi.

Gli Olandesi ieri sera hanno giocato meglio degli Italiani (e dico « degli italiani » e non « di noi » perché io non c’ero in campo ma a casa sul divano…) ed hanno vinto la loro prima gara europea. Tutto qua.

Mi sembra che abbiamo altro di cui preoccuparci. O quanto meno, scandalizzarci.

Driiiing, driiing, sveglia !!! ???

Grazia, graziella e … ‘sti Corbelli

 Ci credete che qualcuno in Italia si mobiliti per concedere la grazia ad Annamaria Franzoni, condannata a 16 anni di detenzione, per motivi di compassione ?

Ebbene, nel paese dei balocchi, dove tutto è possibile, abbiamo superato noi stessi.

Qui non si tratta più di pietà o di umanità. Si tratta di avere semplicemente la certezza della pena. Ed invece sembra che più la combini grossa e più ne uscirai indenne…

Ma evidentemente, il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli non è di questo avviso.

Come si potrebbe concedere la commutazione della pena da detenzione carceraria a detenzione domiciliare, prevista dall’articolo 87 della Costituzione, con l’attenuante che è mamma di due bambini, che rimarrebbero così, senza la loro madre ?

Ma non era stata condannata per infanticidio ?

Fatico a capire.

Occhio però, perché se tentate di uscire da un negozio, dopo un acquisto ma senza scontrino fiscale, non avrete la stessa clemenza… E lì non ci saranno Santi.

Adesso comincio a capire.

La psicologia dello sport fa acqua

certosino E’ proprio vero: il buon giorno si vede dal mattino.

Dipende sempre da chi incontri. Certe volte inizi la giornata con le persone che vorresti e quindi va tutto bene. Altre volte, non vedi nessuno ma ci può stare… meglio soli che male accompagnati.

A complicare questi dei fragili equilibri, subentrano anche i materiali che ci circondano e le condizioni ambientali. E’ ovvio infatti che se andassi a lavorare a bordo di un Riva, sarei più contento che se prendessi una corriera dell’RT stracolma di gente.

Per le condizioni meteo, siamo già più fortunati. Da Noi si sta proprio bene, anche se oggi piove. Ho però dotato il Blog di una piccola previsione su 3 giorni della nostra provincia. Se si rivelerà efficace, la terrò.

Qualcuno però è andato oltre.

Pare infatti che tutti questi elementi climatici siano in relazione con le nostre prestazioni, almeno per quanto riguarda quelle sportive. Infatti, da un attento esame fatto dal Centro Ricerche della Scuola Universitaria (Interfacoltà in Scienze Motorie dell’Università di Torino) chiamato: meteorologia applicata allo sport emerge l’influenza del clima sulla performance dell’atleta.

Beh, è un pò come scoprire l’acqua calda… chi pratica sport all’aria aperta o in mare (come i velisti) sa benissimo quanto siano importanti le condizioni meteo. Ne siamo influenzati senza fare attività, figuriamoci nel momento in cui gareggiamo…

Adesso avremo quindi, un ulteriore modello matematico per le nostre statistiche e domande.

E allora, buon giorno per tutto il giorno.

 

Relativismo gnoseologico

gatto egizianoHo un gattone di 8 anni che si chiama Moët ed è un triatleta: mangia, dorme e caga…

Ma è anche un super-eroe perché ha barattato la sua esistenza tranquilla con le sue « palline ». Adesso, ho promesso a Mathilde, la figlia più grande, che gli prenderemo una degna compagna per rimetterlo un pò in forma.

Pensavo un gatto Certosino. Femmina ovviamente, con la quale giocare anziché rimanere a poltrire sul nostro letto, nell’attesa del nostro rientro. Se qualcuno conosce un allevamento o anche, chi ne ha, mi faccia un fischio. Mi serve per settembre.

Per quanto riguarda il Triathlon, quello vero, voglio fare i complimenti ad Andrea che sta andando davvero forte ed ormai, per me e per molti, è solo un miraggio… Domenica, a Tolone, è stato il primo dei « nostri », arrivando 53esimo assoluto. Non male…

Se qualcuno si vuole « sfondare » con questo sport, basta andare da questi di Bordighera: Ponente Triathlon ed avere un pò di tempo libero (non per niente, si definiscono « fancazzisti »). Questi però, fanno sul serio…

A voi la scelta.

Oppure potete sempre poltrire accanto al mio gatto… sarete sempre, veri triatleti.

Sono entrambe verità perchè tutto è relativo.

Miao

Buon viaggio da Sanremo

fs Vi siete mai imbattuti nella stazione di Sanremo ?

Si comincia con passaggio ravvicinato ad un giardino fittizio (perché chiuso da sempre) lungo il marciapiede se siete a piedi; se invece, siete in auto, lasciate stare: non troverete parcheggio se non al prezzo di una multa. Infatti il parcheggio della stazione, ultimati i lavori, ha pensato bene di allagarsi…

Ma che bei lavori e che bella figura che facciamo.

Decidiamo comunque di continuare il nostro viaggio.

Poi, una volta entrati nell’atrio di una struttura che avrebbe dovuto ospitare anche vari licei (classico e scientifico) dovreste fare il classico biglietto ma il monitor del fai-da-te non è molto incoraggiante.

Poi si parte con circa 500 metri di passione. Realizzato con 4 nastri trasportatori all’andata e 4 al ritorno, vi renderete presto conto che, ogni giorno, almeno uno ( se non di più) sono in disfunzione.

Non ci facciamoci prendere dallo sconforto ma la pessima segnaletica non aiuta: pur avendo solo due binari (uno per i treni direzione Ventimiglia e l’altro per quelli direzione Genova) le notizie dateci e quelle non dateci (perché spente) non rendono l’orientamento immediato. Si può girare un pò a vuoto: facciamo turismo

Non pretendete poi un giornale o di andare in bagno. Qui nulla è stato previsto per agevolare la clientela.

Meno male che adesso siamo sul binario giusto…ed il treno è in perfetto orario… con il suo ritardo.

Sembra di essere in miniera. Tutto lascia a desiderare: finiture, materiali, informazioni, aria da respirate, illuminazione, ecc… proprio un bel lavoro.

Ah! Adesso arriva il nostro treno. Meno male…

Prima, no seconda, no terza… diciamo quarta classe. Pazienza…

Questo treno ha i miei anni. Dovrò fare un richiamo dei vaccini ? Visti il dentro e fuori, direi che sarebbe proprio necessario…

Ma per tutto questo, devo anche pagare ? Fantastico !!!

Allora foto gallery.

Fachiri si diventa

fachiro sui chiodi A Ventimiglia siamo i precursori di un nuovo tipo di spiagge che ho potuto sperimentare in questi giorni di festa.

Finite le partite a pallone sul bagnasciuga; finiti i palleggi o le rincorse caotiche sulle spiagge; finite le passeggiate romantiche per poi stendersi su comodi asciugamani…
Da oggi, abbiamo le spiagge a prova di fachiro, fatte di ottime pietraie, raccolte in zone dove non si sapeva neanche dove risiedesse il mare (frazione Porra) ed in seguito trasformate da ingegnose macchine tritatutto in pure pietre taglienti.

Qui ci vuole un premio per questa incredibile trovata ! Che so, una Laurea honoris causa a colui o coloro che hanno concepito questa lavorazione, sicuramente unica in Europa e forse nel mondo…

Qui da noi, non ci facciamo mancare proprio niente. Neppure l’evoluzione dei sassi…

Stefano Cassan

 Il paesaggio sfreccia veloce, la strada pure. Tutto sembra perfetto e magnifico.

In moto non ti sembra mai di essere veloce, di esagerare.
Quando te ne accorgi, quando hai questa sensazione è che qualcosa sta andando storto. Un imprevisto.
E allora hai pochi millesimi per pensare e decidere; i metri passano veloce e la tua decisione sarà una ed una soltanto. Sarà decisiva e non ne avrai altre.
Io lo so com’è. Io ci sono passato e stato. Ma quel giorno sono stato fortunato e basta. Con molto meno ci si poteva fare molto più male.
Purtroppo, ieri sera, a Stefano, non sono state date altre chances oppure queste le aveva finite… condannando così se stesso e le persone che gli volevano bene ad un dolore immenso ed eterno.
Penso non ci sia sofferenza più grande che seppellire i propri figli.

Non conoscevo bene Stefano ma i suoi genitori si. Ed il prezzo per questa grande passione, che è la moto, è sproporzionato ed assurdo. Una passione non vale una vita. Non la vale mai. Non la vale più.