50 YO

Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. Non temerai lo spavento notturno, né la freccia che vola di giorno, né la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che imperversa a mezzodì (Salmo 91:4-6).

Una foto speciale, per un giorno speciale.

Questa foto inizialmente l’avevo scartata poiché l’avevo sbagliata e « bruciata ». Poi in BN sono riuscito a ridarle vita. Ed ora, è una delle mie preferite, in assoluto. Stupenda, per quel che posso capirne di fotografia. Fondamentale ed ottima, l’interpretazione della modella: Federica DM.

Morale: contare sempre fino a dieci e guadare le cose con prospettive diverse perché la fretta è cattiva consigliera. Ve lo dice uno che va sempre di corsa. Troppo di corsa. Tutte cose che si imparano con gli anni. A proposito, oggi gli anni sono 50. E fanno una certa impressione.

Covid-19

Restiamo a casa confinati. Il nostro nemico è subdolo ed invisibile. Forse è farina del nostro sacco e siamo vittima del nostro stesso successo. Ma questo, per ora, non ha importanza. Avremo tempo in seguito.

Intanto niente è come prima e tutto cambierà, almeno fino a quando non ci sarà un vaccino.

Il Corona Virus ha cambiato tutte le nostre abitudini e demolito le nostre certezze.

Paradossalmente, il pianeta ringrazia per questa tregua che gli stiamo dando; è una goccia nel mare. Intanto, è la dimostrazione che il vero cancro di questo mondo, siamo solo noi.

Saremo pronti ad imparare dai nostri errori ? Saremo disposti a cambiare qualcosa per salvaguardare il nostro ambiente ? No, non credo proprio.

Vogliamo solo risvegliarci da questo incubo e ritrovare le nostre libertà, i nostri vizi, le nostre esagerazioni, i nostri modelli economici, i nostri sfarzi, la nostra arroganza, anche se questo vuol dire prevaricare sugli altri e sul nostro mondo.

Ma siamo fatti così, non cambieremo.

IYS international youth service

32 anni fa, aderì a IYS, acronimo di international youth service, società finlandese che metteva in contatto studenti di tutto il mondo allo scopo di permettere loro di migliorare il proprio inglese.

Presi l’occasione al volo e, da sempre innamorato dei paesi scandinavi, chiesi una ragazza finlandese della mia stessa età. E così iniziò una lunga amicizia con Minna, ragazza prossima alla Lapponia. Angelo biondo, dagli occhi di ghiaccio e dal cuore d’oro.

Ci siamo scritti per anni. Poi ci siamo persi, il tempo che ognuno facesse la sua strada e formasse una propria famiglia. Poi ci siamo ritrovati nuovamente, circa 10 anni fa tramite i classici social. Per un pò ci siamo scritti via mail. Poi quest’anno abbiamo deciso che era giunta l’ora, finalmente, di incontrarci.

Abbiamo trovato quattro giorni che andassero bene a fine agosto. E sono andato a prenderla all’aeroporto di Nizza. E’ stata un’emozione fortissima che non dimenticherò mai. Comunque, ci siamo subito riconosciuti, come se ci fossimo frequentati da sempre.

Abbiamo passato qualche giorno a fare ciò che i finlandesi normalmente non fanno e che noi mediterranei facciamo. Il tutto insieme alla mia famiglia ed ai miei amici.

Il mio inglese era rimasto fermo all’età scolastica e con un pò di pratica, ho ritrovato il bandolo della matassa. Ma sopratutto lei mi ha aiutato a superare questa barriera linguistica, dando così finalmente un volto ed una forma alla mia pen friend finlandese.

Quattro giornate impresse per sempre, con una persona davvero speciale. Quattro giornate attese per così tanti anni, volati via in un attimo, che mi lasciano in testa ricordi, sensazioni ed emozioni. Ora toccherà a me andare in quelle terre lontane.

La vita è un dono. Grazie Amica mia per non avermi dimenticato.

Feuillage d’autunno

Autunno. I colori sono fra i più belli. Affrettatevi, durano poco…

Kitesurf che passione

Non smetterei mai di guardarli, con una punta di invidia che normalmente non mi appartiene. Volano sopra le onde, con l’aria salmastra sul viso.

Fanno figure bellissime, giocando con il vento, fra mare e cielo.

Venerdì fra lecito ed illecito

Mercato del Venerdì.

Croce e delizia di Ventimiglia da circa 100 anni da quando, nel lontano 1920, il 14 Agosto, in via Tenda fu creato un piccolo mercato dalla periodicità mensile per il bestiame, al quale fu abbinato uno ambulante settimanale, in via Roma, proprio il venerdì mattina.

Da sempre richiamo per i francesi, è diventato negli anni uno dei più grandi ed importanti mercati d’Europa tanto da diventare quasi un’attrazione turistica. In questi ultimi tempi, anche se si è sicuramente ridimensionato, la frequentazione rimane sempre massiccia.

Ventimiglia deve molto al mercato settimanale del venerdì e viceversa. Questi due mondi vivono in simbiosi in maniera inscindibile nonostante tutte le amministrazioni que si sono succedute in questi anni.

Sono andato con un’amica a questo appuntamento, così fondamentale per la città, un po’ per curiosità, un po’ perché era una bella giornata. Al di là di ritrovare l’ambientazione ed il clima di tanti mercati che ho già visto in precedenza, oltre all’effettiva grandezza dell’evento (ci vuole circa un’ora e trenta per girarlo rapidamente tutto) e la frequentazione abbondante di turisti e stranieri, la cosa che mi ha davvero stupito è l’elevato numero di venditori abusivi presenti nel mercato per vendere illegalmente la loro merce probabilmente (visti i prezzi) contraffatta.

Ce ne sono di due tipi: i primi, che si appostano con un banchetto « mordi e fuggi » fatto di cartone con un’asola per poter rapidamente scappare con la merce ed i secondi, che questa, la espongono con incredibile naturalezza su di un panno messo a terra, tipo picnic.

Il cliente tipo è classicamente quello francese e questo, è ghiotto di questa mercanzia. Mi viene quasi da pensare che questi vengano appositamente per questo tipo di affare.

Invece, i venditori autorizzati, tutti a norma, regolarmente denunciati, allineati col loro banchetto al centimetro come previsto dalla legge, assistono a questa vendita sleale in maniera silenziosa e surreale; sembrano ormai assuefatti ed occupati nelle loro faccende. Alla fine, probabilmente ognuno ha il proprio tornaconto ed il quieto vivere viene applicato fra tutti i venditori.

Peccato perché questo mercato, anche se non più enorme come forse lo era 15/20 anni or sono, offre davvero di tutto: abbigliamento, alimentari, prodotti tipici, artigianato, utensileria, calzature, oggetti etnici, musica, libri e anche tante cineserie. E’ molto più grande di quello di Bordighera e di quello di Nizza, tanto che ogni tanto si incontrano anche artisti di strada che suonano un po’ di tutto, dalla fisarmonica alla chitarra.

Ma sono rimasto perplesso da questa presenza massiccia ed indisturbata di oggetti contraffatti in vendita. E c’è tutto il repertorio: dalle classiche borse, agli orologi di prestigio, agli occhiali griffati e tutte le marche più rinomate e conosciute.

Controlli, in due ore non ne ho visti, almeno, non a riguardo di queste persone. Forse il fatto che questi venditori siano nulla tenenti basti a liberarli dai vincoli di legge. Purtroppo sembra sia così.

Qualche rappresentante dello Stato gira per il mercato ma solo a chiedere, ai venditori ufficiali dietro i banchi, se le loro licenze sono in regola. Quasi a cercare un’ulteriore obolo per il bene collettivo.

Per tutti gli altri, la piazza rimane libera. Ed operano indisturbati. Che beffa.

Finisco per imbattermi in un musicista Soul, AaRon Lordson che avevo già sentito a Nizza, il quale, a suon di buona musica e bella voce, mi risolleva il morale. La sua gentile compagna bionda mi invita ad acquistare il suo Cd. E’ datato 2007… Quasi 10 anni fa. Aspetterò un suo prossimo lavoro. Chissà che qualcosa, nel frattempo, non migliori.

Profanare per gioco

Sconsacrare: ridurre allo stato profano un luogo o un oggetto sacro. Per una chiesa, questa viene considerata sconsacrata quando ha perduto il carattere sacro perché distrutta totalmente o in gran parte, o perché destinata dal vescovo a usi profani (fonte diz. Treccani).

Pigna, entroterra ligure.

Qui la chiesa sconsacrata in questione è Santa Maria di Nogareto, meglio conosciuta come Santa Maria dell’Assunta, risalente al 1277; anticamente era un santuario assai frequentato dagli abitanti del castello ma anche da pellegrini provenienti dai paesi vicini con processione da Pigna (fonte). Ha una struttura a tre navate molto simile alla chiesa di San Michele di Ventimiglia.

Mi sono sempre chiesto come possa l’uomo « sconsacrare un luogo sacro », togliere un « qualcosa » di invisibile e spirituale, quando questo non riesce neanche a gestire la sacralità dei propri credenti ? Ma come spesso accade non si sono persi d’animo, semplificando le cose: per sconsacrare una chiesa basta un semplice decreto del Vescovo .

Oppure, più banalmente, quando l’altare della chiesa si spezza in due o tre parti uguali, questo viene considerato sconsacrato (fonte cattolici romani) e di conseguenza anche la chiesa stessa, inagibile, lo diventa.

Ad ogni modo, una volta sconsacrata è stata velocemente profanata in ogni dove. E la scritta in rosso « scusa mamma » fatta sul pavimento è la ciliegina sulla torta.

Via Iulia Augusta a perdere

In Italia si sa, finire un’opera pubblica è già un’impresa, realizzarne una senza preoccuparsi di poterla sostenere nel tempo, una regola.

Ho avuto la fortuna, in una di queste giornate di autunno, di percorrere la Via Iulia Augusta, tracciato voluto e restaurato dal Comune di Ventimiglia nel 2013 con la partecipazione francese della Communauté de la Riviera Française. Nove tappe per rivivere la storia di nove località attualmente separate dal moderno confine geopolitico ma che, nell’età romana, erano unite in un’unica entità amministrativa e territoriale (fonte). Purtroppo però, nei pressi di porta Canarda, questa antica Via realizzata dall’Imperatore Augusto fra il 13 ed il 12 a.C. ha visto un lento degrado dovuto al suo completo abbandono e disinteresse da parte degli enti locali.

Ecco allora che questa splendida realizzazione mette a nudo tutta la nostra inadeguatezza nel gestire un’accurata manutenzione dei nostri beni, manutenzione completamente assente e che probabilmente non avverrà mai.

Ma anche il vicinato non è da meno: spesso infatti la Via è invasa da manufatti recenti debordanti dai terreni adiacenti; ed anche il cartello che porta a Porta Canarda non fa presagire niente di buono, essendo caricatura di se stesso.

Il bidone dell’immondizia colmo e stra-colmo, debordante ed abbandonato, aspetta ormai la prossima campagna elettorale per ritrovare la sua funzione, risorgendo forse a nuova vita.

In un posto straordinario, fronte mare.

Sulle tracce del Rossese

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Settembre, tempo di vendemmia. Quale occasione migliore per veder nascere il famoso Rossese di Dolceacqua ? Questo vino rosso, tipico dell’estremo ponente ligure, nasce fra due valli: la Val Nervia e la Val Verbone che prendono rispettivamente i nomi dagli omonimi torrenti. Decido … Continuer la lecture