Genesi del Dolceacqua • Reportage Fotografico


Ad inizio primavera 2020 ero alla ricerca di nuovi stimoli fotografici e così decido di avventurarmi nel raccontare, tramite immagini, professioni particolari, antiche, ancestrali eppure maledettamente moderne: la ricerca dell’equilibrio perfetto fra qualità e produzione.

Chiedo allora aiuto alla mia amica Erica Perrino di potermi portare con loro durante le diverse fasi della loro lavorazione, per arrivare a quello che, qui localmente, veniva chiamato Rossese di Dolceacqua, da qualche anno semplicemente, Dolceacqua Doc. All’epoca ero solo cliente della loro cantina.

Con grande sorpresa e con grande entusiasmo, Erico e Nino accettano la sfida e così di scarrozzarmi con loro, permettendomi di raccontare un lavoro continuo e meticoloso che durerà tutto l’anno. Non solo vendemmia come potremmo pensare inizialmente.

Questo materiale fotografico, genuino come il loro vino, sarà, in parte, visibile nel castello di Dolceacqua da domenica 18 luglio, fino a fine mese.

Ventiquattro scatti per raccontare Nino ed Erica durante le loro fatiche ma anche durante i loro momenti di svago e relax. Ogni scatto è un’instantanea di quello che succede ogni anno. Nessuna posa, nessuna alterazione, nessuna messa in scena. Sono come li vedete.

Queste scatti raccontano questa terra, questo vino e questa gente. Non me ne vogliano le altre cantine se non sono presenti. Lo sono moralmente, almeno per me. Il tempo è tiranno e non si poteva fare tutto e tutti. Volti e luoghi dove, comunque, nasce l’eccellenza.

Ringrazio Nino ed Erica di avermi accolto fra i loro filari e fra le mura della loro antica e storica cantina Testalonga, in questo bellissimo borgo che è Dolceacqua. Ringrazio inoltre l’Amministrazione ed il Sindaco Fulvio Gazzola per avermi permesso di esporre tutto questo, in uno scenario così magico ed esclusivo.

Potete trovare il reportage in versione più estesa, con la spiegazione delle differenti fasi, in questa impaginazione che mi ero divertita a fare durate la mia degenza covid a gennaio:

Presque fables en 4 Saisons ( été )

Quattro stagioni da favola. L’estate, sognando i surfisti come nei viaggi di Gulliver.

été 01 • PRESQUE FABLES EN 4 SAISONS

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Covid-19

Restiamo a casa confinati. Il nostro nemico è subdolo ed invisibile. Forse è farina del nostro sacco e siamo vittima del nostro stesso successo. Ma questo, per ora, non ha importanza. Avremo tempo in seguito.

Intanto niente è come prima e tutto cambierà, almeno fino a quando non ci sarà un vaccino.

Il Corona Virus ha cambiato tutte le nostre abitudini e demolito le nostre certezze.

Paradossalmente, il pianeta ringrazia per questa tregua che gli stiamo dando; è una goccia nel mare. Intanto, è la dimostrazione che il vero cancro di questo mondo, siamo solo noi.

Saremo pronti ad imparare dai nostri errori ? Saremo disposti a cambiare qualcosa per salvaguardare il nostro ambiente ? No, non credo proprio.

Vogliamo solo risvegliarci da questo incubo e ritrovare le nostre libertà, i nostri vizi, le nostre esagerazioni, i nostri modelli economici, i nostri sfarzi, la nostra arroganza, anche se questo vuol dire prevaricare sugli altri e sul nostro mondo.

Ma siamo fatti così, non cambieremo.

Migrants

Li trovate in spiaggia,  lungo la foce del fiume Roya a Ventimiglia. Racchiudono le speranze e la desolazione allo stesso tempo.

Aspettano il calar de sole per muoversi di notte, sperando di passare la frontiera francese ed iniziare, così, una nuova vita.

Degna, forse, di essere vissuta.

IYS international youth service

32 anni fa, aderì a IYS, acronimo di international youth service, società finlandese che metteva in contatto studenti di tutto il mondo allo scopo di permettere loro di migliorare il proprio inglese.

Presi l’occasione al volo e, da sempre innamorato dei paesi scandinavi, chiesi una ragazza finlandese della mia stessa età. E così iniziò una lunga amicizia con Minna, ragazza prossima alla Lapponia. Angelo biondo, dagli occhi di ghiaccio e dal cuore d’oro.

Ci siamo scritti per anni. Poi ci siamo persi, il tempo che ognuno facesse la sua strada e formasse una propria famiglia. Poi ci siamo ritrovati nuovamente, circa 10 anni fa tramite i classici social. Per un pò ci siamo scritti via mail. Poi quest’anno abbiamo deciso che era giunta l’ora, finalmente, di incontrarci.

Abbiamo trovato quattro giorni che andassero bene a fine agosto. E sono andato a prenderla all’aeroporto di Nizza. E’ stata un’emozione fortissima che non dimenticherò mai. Comunque, ci siamo subito riconosciuti, come se ci fossimo frequentati da sempre.

Abbiamo passato qualche giorno a fare ciò che i finlandesi normalmente non fanno e che noi mediterranei facciamo. Il tutto insieme alla mia famiglia ed ai miei amici.

Il mio inglese era rimasto fermo all’età scolastica e con un pò di pratica, ho ritrovato il bandolo della matassa. Ma sopratutto lei mi ha aiutato a superare questa barriera linguistica, dando così finalmente un volto ed una forma alla mia pen friend finlandese.

Quattro giornate impresse per sempre, con una persona davvero speciale. Quattro giornate attese per così tanti anni, volati via in un attimo, che mi lasciano in testa ricordi, sensazioni ed emozioni. Ora toccherà a me andare in quelle terre lontane.

La vita è un dono. Grazie Amica mia per non avermi dimenticato.

Champion du Monde

La France est championne du monde.

Et à Menton c’est le pur délire.

Images d’un après-midi de ouf !

Photo-reportage.