L’arte del bluff

 Avete mai giocato a poker ?

E’ quello che sto vivendo in queste ore e nei prossimi giorni con il mio datore di lavoro.

Io vorrei andare via ma lui sta rilanciando. O forse semplicemente bluffando per prendere tempo.

Ma io, di tempo, ne ho già perso abbastanza…

E’ iniziata la partita. Ci sarà da ridere 🙂

In punta di piedi

  Mi sembra già di sentire un’aria diversa.

Un gusto diverso; più fresco. Come una brezza marina annunciatrice di grandi cambiamenti. Di evasione…

Non so se questi arriveranno ma io mi farò trovare pronto. Se non altro per tutte quelle persone che oggi mi hanno dimostrato un grande affetto. E che mi hanno piacevolmente sorpreso.

E’ difficile non avere mai rimpianti o fare scelte indolori. Almeno per me. Sarà il tempo a giudicare.

Tempo, che non ti fermi mai. Tempo che separi gli affetti. Tempo che corri e basta.

Ma farò tesoro di questa giornata.

Grazie ragazzi.

Rumentaio

Finalmente l’estate è arrivata.

E con la bella giornata ho fatto anche un bel giro delle spiagge, partendo dalla rotonda del Biscione (quindi da estremo Est) per arrivare fino alla Capannina (estremo ovest di Ventimiglia): 

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Purtroppo, anche se affollate, la loro salute non è buona.

A poco è bastato il solito e desolante giro di ruspa prima di ogni stagione per definire le nostre spiagge PULITE. Guardate questi differenti fondi: 

Ma sicuri che qualcuno nel frattempo provvederà, possiamo sempre gustarci una bella doccia rinfrescante con rumenta e pediluvio incorporati: 

Se invece preferiamo l’acqua dolce, troviamo a pochi passi – in un ambiente post-atomico – un bellissimo (ri) stagno: 

fiume roya


Alla fine ho preferito macinare chilometri e rotolare fino alle Calandre (gustatevi queste bellissime foto di Saverio) dove il divertimento è sempre assicurato… les pieds dans l’eau !

E allora canta che ti passa… Marracash – Badabum Cha Cha

 

Uno, dieci, cento mila

 100 mila saranno i processi rinviati.

Questo è quello che succederà dopo che è stato approvato, oggi in Senato, il decreto « salva processi » e soprattutto « salva Berlusconi ».

In pratica, il Governo ha sospeso per un anno i processi non urgenti.

Roba da non credere…siamo proprio nel paese dei cachi e della cuccagna !

Una volta si diceva: puniscine uno, per educarne cento. Oggi invece si dirà: liberane cento-mila, per salvarne uno !?

Se avete tempo, ma ne vale davvero la pena, leggetevi questa lettera di Berlusconi a Schifani. Visto la fonte, penso sia autentica. Ci vuole, comunque, uno stomaco forte per non vomitare…

Mi auguro che in questo paese ci sia ancora posto per la gente per bene. Dove sia premiato il lavoro e l’onestà. I sacrifici e le rinunce. Dove la parola data, abbia ancora un valore. Dove il tuo voto rappresenti qualcosa e non sia solo merce di scambio per i nostri miseri interessi.

Le persone valide ci sono. Bisogna solo decidere di buttare le mele marce. Facciamolo per noi, per non farci prendere in giro. O quantomeno per far vedere loro, che non siamo proprio degli ebeti…

Forse saremo più poveri fuori ma più ricchi dentro.

Allora, diamoci un taglio !  🙂

La famiglia si allarga

 C’è stato un nuovo arrivo in casa.

E’ un gattino di nome Matisse, due mesi e mezzo, Persiano.

A dire il vero doveva arrivare per settembre un Certosino femmina per dar man forte al nostro gatto Moët che da sette anni viveva da solo.

Ma le cose sono andate diversamente. Questo gattino è stato davvero una buona occasione (visto che per un gatto d’allevamento bisognava contare da 750 €) ma soprattutto è stato difficile, una volta a contatto, disfarsene.

Quindi, con tre mesi d’anticipo, ce lo siamo portato a casa.

E’ veramente un batuffolo…

Rubik’s cube

 Ve lo ricordate ?

Beh, ne ho preso uno; quello vero, come quand’ero piccolo.

E lì sono rimasto: fatico a fare una facciata… figuriamoci il resto.

Ma confido nelle infinite risorse della rete per indottrinarmi sull’oggetto e sue soluzioni.

Cinzia invece lo smanetta alla grande. Forse perchè da piccola lo ebbe, mentre a me lo prestarono solamente.

Ma la storia è ciclica… quindi: fatti sotto cubo di Rubik !!!

Certe volte non basta

 Ieri pomeriggio avevo raccolto un piccolo passero caduto dal nido.

Accertato che la mamma passera non potesse recuperarlo, né io potessi rimetterlo al suo posto, ho deciso di portarlo a casa.

Mangime, acqua, gabbietta, coccole, attenzioni. Ci abbiamo messo tutto il nostro amore. L’uccellino stava benissimo; verso le 22:30 a nanna con tendina sulla gabbietta.

Poi stamattina risveglio difficile: faticava ad aprire gli occhi, a tenere una postura corretta, si cappottava…

Cippio, così lo avevamo chiamato, non ce l’ha fatta…

Certe volte non basta.

Mi dispiace Mathi.

3-0

 Stamattina paese in lutto…

Ma non per la Clinica degli orrori di Milano, non per « monnezza » che sovrasta Napoli, né tanto meno per i rincari della vita quotidiana oppure semplicemente perché il Governo toglierà le intercettazioni per nascondere le Loro nefandezze…

No. Ben più grave è il motivo di tanto sgomento: la semplice sconfitta dell’Italia di ieri sera.

E allora ti rendi conto che vivi in un paese dove l’età media celebrale è rimasta a 16 anni. Dove la prima notizia di oggi è il calcio. E se di calcio non vivi… non esisti.

E come sport esiste solo il pallone. Altrimenti non fai sport.

Provate a sfogliare un giornale sportivo. Qualsiasi. E vi renderete conto che vivono solo di questo. Gli altri… poca cosa: un trafiletto qua e là. Riempitivi.

Gli Olandesi ieri sera hanno giocato meglio degli Italiani (e dico « degli italiani » e non « di noi » perché io non c’ero in campo ma a casa sul divano…) ed hanno vinto la loro prima gara europea. Tutto qua.

Mi sembra che abbiamo altro di cui preoccuparci. O quanto meno, scandalizzarci.

Driiiing, driiing, sveglia !!! ???

Cosa farò da grande

sguardo avanti Quante volte ci avete pensato… vero?

Io, un pò tutte le mattine. Ma il punto non è questo. Sarebbe troppo facile ed impietoso fare un bilancio adesso. Spero che sia ancora presto per farlo. In fondo siamo tutti ancora « giovani ».

No. Quello che mi interessa e mi affascina è sapere cosa pensavamo quando eravamo piccoli, diciamo sotto i 10/12 anni, ed eravamo ancora incontaminati dal mondo adulto. E ci confidavamo con i nostri amichetti durante la ricreazione oppure sognavamo ad occhi aperti sdraiati su di un prato a guardare le nuvole danzare…

Io da piccolo volevo fare il camionista. Non sarebbe importato il contenuto trasportato, sarebbe bastato girare. Viaggiare.

Qualche anno più in là avevo già optato per fare il rappresentante di commercio. Anche lì non importava cosa: caffè, tessuti, giochi; l’importante sarebbe sempre stato girare il mondo.

Forse in tutto questo c’era un significato ben preciso. O forse un sogno ben preciso.

Ad ogni modo, io non credo troppo in un destino segnato. Preferisco sempre credere di potermela giocare. Almeno al 50%. So che è così.

E come dice Dylan Dog (n°261/pag. 98): si diventa grandi, solo quando si abbandonano i propri sogni…

Continuare a chiedersi cosa fare da grande allora, può essere un buon segno.

E voi cosa sognavate di fare, da piccoli ?