IYS international youth service

32 anni fa, aderì a IYS, acronimo di international youth service, società finlandese che metteva in contatto studenti di tutto il mondo allo scopo di permettere loro di migliorare il proprio inglese.

Presi l’occasione al volo e, da sempre innamorato dei paesi scandinavi, chiesi una ragazza finlandese della mia stessa età. E così iniziò una lunga amicizia con Minna, ragazza prossima alla Lapponia. Angelo biondo, dagli occhi di ghiaccio e dal cuore d’oro.

Ci siamo scritti per anni. Poi ci siamo persi, il tempo che ognuno facesse la sua strada e formasse una propria famiglia. Poi ci siamo ritrovati nuovamente, circa 10 anni fa tramite i classici social. Per un pò ci siamo scritti via mail. Poi quest’anno abbiamo deciso che era giunta l’ora, finalmente, di incontrarci.

Abbiamo trovato quattro giorni che andassero bene a fine agosto. E sono andato a prenderla all’aeroporto di Nizza. E’ stata un’emozione fortissima che non dimenticherò mai. Comunque, ci siamo subito riconosciuti, come se ci fossimo frequentati da sempre.

Abbiamo passato qualche giorno a fare ciò che i finlandesi normalmente non fanno e che noi mediterranei facciamo. Il tutto insieme alla mia famiglia ed ai miei amici.

Il mio inglese era rimasto fermo all’età scolastica e con un pò di pratica, ho ritrovato il bandolo della matassa. Ma sopratutto lei mi ha aiutato a superare questa barriera linguistica, dando così finalmente un volto ed una forma alla mia pen friend finlandese.

Quattro giornate impresse per sempre, con una persona davvero speciale. Quattro giornate attese per così tanti anni, volati via in un attimo, che mi lasciano in testa ricordi, sensazioni ed emozioni. Ora toccherà a me andare in quelle terre lontane.

La vita è un dono. Grazie Amica mia per non avermi dimenticato.

Venerdì fra lecito ed illecito

Mercato del Venerdì.

Croce e delizia di Ventimiglia da circa 100 anni da quando, nel lontano 1920, il 14 Agosto, in via Tenda fu creato un piccolo mercato dalla periodicità mensile per il bestiame, al quale fu abbinato uno ambulante settimanale, in via Roma, proprio il venerdì mattina.

Da sempre richiamo per i francesi, è diventato negli anni uno dei più grandi ed importanti mercati d’Europa tanto da diventare quasi un’attrazione turistica. In questi ultimi tempi, anche se si è sicuramente ridimensionato, la frequentazione rimane sempre massiccia.

Ventimiglia deve molto al mercato settimanale del venerdì e viceversa. Questi due mondi vivono in simbiosi in maniera inscindibile nonostante tutte le amministrazioni que si sono succedute in questi anni.

Sono andato con un’amica a questo appuntamento, così fondamentale per la città, un po’ per curiosità, un po’ perché era una bella giornata. Al di là di ritrovare l’ambientazione ed il clima di tanti mercati che ho già visto in precedenza, oltre all’effettiva grandezza dell’evento (ci vuole circa un’ora e trenta per girarlo rapidamente tutto) e la frequentazione abbondante di turisti e stranieri, la cosa che mi ha davvero stupito è l’elevato numero di venditori abusivi presenti nel mercato per vendere illegalmente la loro merce probabilmente (visti i prezzi) contraffatta.

Ce ne sono di due tipi: i primi, che si appostano con un banchetto “mordi e fuggi” fatto di cartone con un’asola per poter rapidamente scappare con la merce ed i secondi, che questa, la espongono con incredibile naturalezza su di un panno messo a terra, tipo picnic.

Il cliente tipo è classicamente quello francese e questo, è ghiotto di questa mercanzia. Mi viene quasi da pensare che questi vengano appositamente per questo tipo di affare.

Invece, i venditori autorizzati, tutti a norma, regolarmente denunciati, allineati col loro banchetto al centimetro come previsto dalla legge, assistono a questa vendita sleale in maniera silenziosa e surreale; sembrano ormai assuefatti ed occupati nelle loro faccende. Alla fine, probabilmente ognuno ha il proprio tornaconto ed il quieto vivere viene applicato fra tutti i venditori.

Peccato perché questo mercato, anche se non più enorme come forse lo era 15/20 anni or sono, offre davvero di tutto: abbigliamento, alimentari, prodotti tipici, artigianato, utensileria, calzature, oggetti etnici, musica, libri e anche tante cineserie. E’ molto più grande di quello di Bordighera e di quello di Nizza, tanto che ogni tanto si incontrano anche artisti di strada che suonano un po’ di tutto, dalla fisarmonica alla chitarra.

Ma sono rimasto perplesso da questa presenza massiccia ed indisturbata di oggetti contraffatti in vendita. E c’è tutto il repertorio: dalle classiche borse, agli orologi di prestigio, agli occhiali griffati e tutte le marche più rinomate e conosciute.

Controlli, in due ore non ne ho visti, almeno, non a riguardo di queste persone. Forse il fatto che questi venditori siano nulla tenenti basti a liberarli dai vincoli di legge. Purtroppo sembra sia così.

Qualche rappresentante dello Stato gira per il mercato ma solo a chiedere, ai venditori ufficiali dietro i banchi, se le loro licenze sono in regola. Quasi a cercare un’ulteriore obolo per il bene collettivo.

Per tutti gli altri, la piazza rimane libera. Ed operano indisturbati. Che beffa.

Finisco per imbattermi in un musicista Soul, AaRon Lordson che avevo già sentito a Nizza, il quale, a suon di buona musica e bella voce, mi risolleva il morale. La sua gentile compagna bionda mi invita ad acquistare il suo Cd. E’ datato 2007… Quasi 10 anni fa. Aspetterò un suo prossimo lavoro. Chissà che qualcosa, nel frattempo, non migliori.

CANON EOS 650D

Quando decisi di prendere la 650D avevo preso in considerazione anche altri due modelli: la 60D e la 7D. Quest’ultimi due DSRL, oggi considerati sul sito della Canon per Estimatori, li ho studiati a lungo. La 7D, bellissima ma purtroppo fuori budget. Inoltre non disponeva dello schermo orientabile che mi interessava ed usava le schede CF (più professionali delle SD ma meno flessibili di quest’ultime). Mentre per la 60D ci ho pensato fino al momento dell’acquisto: macchina più imponente, telaio più professionale, tropicalizzata, bolla di livellamento, …

Alla fine sono andato sulla 650D che costava uguale alla 60D perché le differenze erano minime (stesso sensore CMOS APS-C da 18 Mega pixel, 5 foto/secondo, sensibilità ISO, 9 punti di messa a fuoco a croce, ecc…)  ed il progetto della 650 era datato 2012 contro quello della sorella maggiore, datato 2010.

Questo voleva dire avere a disposizione anche: il nuovo processore foto Digic 5 a 14 bit, il sensore ibrido (per la messa a fuoco continua i modalità video), il monitor touchscreen, qualche modalità nuova (HDR e scatto notturno), la correzioni obiettivo (solo per database obiettivi Canon sui file jpeg) per vignettatura e aberazione cromatica laterale. Niente male davvero per un corpo economico.

Premessa. Scatto sempre in modalità Raw per avere maggiori possibilità di recupero dei file in post produzione con il software DPP di casa Canon; lo preferisco ai vari CS6 Adobe o affini. Nei migliori dei casi, faccio solo il rendering. Ma in verità una miglioria la faccio sempre, molto divertente e stimolante. Finita questa fase, butto i Raw e tengo i Jpeg (tranne casi speciali in cui il negativo digitale potrebbe essere spremuto ancora).

Corpo macchina ♥♥♥

Non sarà Pro come la 7D oppure imponente la 60D, inoltre non è tropicalizzato ma ha un  grande vantaggio: è leggero e piccolo. Un corpo economico, perfetto per portarselo sempre in giro. Alla fine pesano di più gli obiettivi. Peccato manchi la grossa rotella per navigare nei menù; ciononostante anche con mani grandi, tutti i tasti si trovano ed usano facilmente. Peso con tracolla, batteria e scheda SD: 640 g. 2 uscite presenti: HDMI, A/V out. Ingresso microfono stereo (ma un microfono stereo è integrato davanti al contatto caldo del flash con tanto di filtro anti vento) e ingresso telecomando a filo (consiglio il mod. a filo RS-60E3 piuttosto che quello ad infrarosso).

Modalità foto ♥♥♥♥

Rispetto a qualche modello, l’otturatore si ferma a 1/4000 anziché tempi più rapidi ma questo non è mai stato invalidante. La raffica in Raw si ferma a 6 scatti e fino a 1600 ISO la latitudine di posa è buona, così come il rumore. Scatto a 3200 o 6400 proprio quando non ne posso fare a meno (anche se si può azzardare fino a 25600 ISO). Maschera di contrasto abbastanza marcata ma venendo dal mondo tipografico, a me le foto piacciono dure, quindi è impostato su 4. La saturazione è a +1. Dentro una scheda da 16 Gb metto circa 500 scatti Raw ed usando il monitor, questa è anche l’autonomia della batteria in dotazione.

La fotocamera non è in grado di fare il rendering dei file Raw, quindi se servono i Jpeg conviene selezionare Raw+Jpeg (tipo, guardare le foto della giornata su un computer di un amico, usando direttamente la scheda SD). Il transfert rate sulla scheda è nell’ordine dei 18 Mb/s.

Possibilità di bloccare lo specchio (per scatti lunghi). L’autofocus a differenza di fase è molto veloce ed è sensibile sia alle linee orizzontali che a quelle verticali. I nove punti a croce per l’AF necessitano di obiettivi di apertura non inferiore a f/5,6 mentre quello centrale sfrutta fino a f/2,8. Io di solito uso solo questo per mettere a fuoco, poi compongo la scena.

Modalità video ♥♥

Al di là di tutte le modalità video full HD da 24 – 25 – 50 fps, ho scelto questo modello perché confidavo in questo sensore ibrido che era un passo avanti rispetto alla messa a fuoco manuale dei modelli precedenti. Devo essere onesto, il sistema è lento e ha bisogno di luce per funzionare al meglio. Mi capita spesso di fare riprese sportive (pattinaggio velocità, sci alpino, …) e la funzione tracking (tocco sullo schermo il soggetto da “agganciare” per mettere a fuoco) non sempre riesce. Certe volte c’è da aspettare un pò troppo… Da migliorare.

Ottimo invece i controlli sia video che audio. Ogni video può durare fino a 4 Gb (cioè un file mov H.264 linea PCM da massimo 29 min 59 sec) e con la batteria in dotazione sono riuscito a registrare quasi 2 ore. Se registro in modalità manuale ho il controllo di tutti i parametri (tempi e diaframmi compresi). Consiglio in ogni caso un cavalletto foto/video (ottimo il Manfrotto MK394-H leggero e trasportabile).

Conclusione ♥♥♥

Dopo averla usata un anno, la ricomprerei ? Credo di sì. Nel frattempo è uscita una DSRL pieno formato 6D e il seguito di questa, la 700D (che devo essere onesto, non capisco in cosa differisca da questa). Solo una volta ho avuto la necessità di un corpo tropicalizzato e per adesso non mi è mai caduta, altrimenti sono dell’idea che abbia più senso investire negli obiettivi che nel corpo macchina. Comunque un buon prodotto.