Pirati per caso

Con l’avvento della tecnologia e di Internet, è iniziata una nuova era.

Anche solo rispetto a 50 anni fa, tutto è cambiato. Le nostre ricchezze, le nostre conoscenze, stanno pian pian traslocando nell’iper-spazio. Tutto on-line: banche, negozi, contatti, video, pensieri, ecc.

Nascono però nuove problematiche: cosa succede quando in questo mondo virtuale, perdi una password o addirittura te la rubano o se ne impossessano a tua insaputa ?

Ecco allora che ti leggono le mail, vedono i tuoi conti, i tuoi acquisti, i tuoi movimenti. Addirittura, se hai un telefono Voip (perché ti sei fatto conquistare da Skype) ed hai un centralino esterno (tipo Ip Centrex) possono vedere chi chiami, chi faxi, come dove e quando.

In un attimo, privato o azienda che sei, ti mettono a nudo e ti ripuliscono dei tuoi dati per una tua disattenzione, una tua leggerezza: login e password.

E tutto questo, senza che tu te ne accorga. E quando questo avviene, ormai la frittata è fatta.

Ti rimane solo da fare una bella denuncia alla Polizia Postale.

Vinci. Ma non basta !

Vincenzo Vinci, della Rotellistica Ventimigliese, ha portato i suoi ragazzi nella città di La Spezia per i Campionati Regionali Liguri.

Nonostante i continui ottimi risultati, non solo il suo gruppo non avrà accesso al nuovo Palazzetto di Roverino ma non sono neanche più stati contattati dal Comune di Ventimiglia per risolvere questo scandaloso caso di incompetenza e pressapochismo.

Questi hanno scelto la via del silenzio: meno se ne parlerà e più il problema diventerà inesistente…

Inutile arrabbiarsi contro questa amministrazione. E’ forse l’ora di cambiare città o di aspettare ancora false promesse ?!

Nelle foto, potete ammirare l’ennesima struttura polisportiva che avremmo potuto avere anche a Ventimiglia. Oppure il video dei nostri ottimi ragazzi.

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Osservatorio Astronomico

Telescopio della cupola Ho avuto il piacere in questi giorni, di visitare uno dei pochi osservatori aperti al pubblico: quello di Perinaldo.

Contrariamente a quanto si possa pensare, per noi della provincia di Imperia, ben poche sono le opportunità di osservare le nostre stelle o un planetario. Gli osservatori che pensavo fossero vicini a noi, ho scoperto invece che sono quasi tutti antenne militari (Mont Agel) o radar (la Turbie); rimaneva solo quello di Nizza, ormai in disuso e quasi abbandonato (addirittura i Pc risalgono agli anni ’80).

Questo osservatorio risiede all’interno del Municipio di Perinaldo e, anche se non è grandissimo, è gestito da personale altamente specializzato e disponibile. Riescono in poco tempo a trasmettere la loro passione per questa scienza esatta (da non confondersi con l’astrologia).

Io ero andato per visionare Mercurio ma, causa una perturbazione, ho rinunciato e « ripiegato » sul planetario. A l’interno si entra in una ventina, per poi essere coinvolti nell’apprendimento della volta celeste e delle sue infinite costellazioni, per circa un’oretta.

Tornerò sicuramente, non tanto perché questo è anche l’Anno Internazionale dell’Astronomia, ma perché non si smette mai di imparare.

Ecco i prossimi appuntamenti.

Segnalo anche un software gratuito Microsoft (per Mac e Pc) che trasforma il vostro monitor, in telescopio.

Una voce fuori dal coro

 Mi hanno segnalato questa lettera aperta su FaceBook sul terremoto in Abruzzo,  nata sabato 11 aprile sul giornale Marsala.it (primo quotidiano marsalese indipendente di informazione on-line).

Si può essere d’accordo o meno. Vale comunque la pena di essere letta, per almeno riflettere e non fare sempre le pecore…

« MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO… »
di Giacomo di Girolamo

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme – da generazioni – gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

La Rotellistica ringrazia

Svolti oggi a  Savona i campionati regionali di pattinaggio della Liguria.

In una giornata interminabile, gli atleti ventimigliesi si sono molto ben comportati (con 2 campioni regionali e 10 medaglie conquistate). Qualche difficoltà nelle gare lunghe, per mancanza di strutture adatte dove potersi allenare a Ventimiglia.

L’amministrazione, come al solito dotata di un ottimo tempismo, li ha già « ringraziati » privandoli della possibilità di usufruire del nuovo Palazzetto di Roverino con un fondo idoneo (e multi-discipline), nonostante le promesse ed il buon senso… Campagna elettorale già finita ?

Freddo ed umido

Pattino sull\'acqua Sempre in tema sportivo, si sono svolti oggi pomeriggio nel campo sportivo Bacigaluppo di Savona, i Campionati Provinciali 2009 di pattinaggio velocità.

Condizioni proibitive con molta pioggia insistente, raffiche di vento e tanto freddo. Ancora una volta la passione ha avuto il sopravvento sul buon senso, dando inizio alle gare degli atleti.

Qualche foto dei ragazzi della Rotellistica Ventimigliese (tuta grigio-rosa) mentre i più piccoli sono stati esentati.

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Per molti ma non per tutti

 Mentre in questi giorni è stato inaugurato il nuovo palazzetto dello sport di Imperia, multi-discipline (si parla di 12 sport diversi) si vocifera che quello di Roverino potrà ospitarne solo 3 (pallacanestro, pallavolo, pallamano).

Questo a causa del fondo scelto, che sarà posato la settimana prossima !

Per adesso vani i tentativi di redimere i responsabili di questa scelta vincolante; più che una scelta casuale, sembra essere una ferma volontà…

Nonostante le promesse fatte.

Gira che ti rigira

La Rotellistica di Ventimiglia oggi affrontava il Campionato Provinciale sulla Pista Piana Zinola di Savona.

Un palazzetto per pattinaggio davvero bellissimo, inaugurato lo scorso ottobre.

Qualche difficoltà per i nostri atleti della Rotellistica Ventimigliese che hanno avuto problemi di tenuta su di un fondo così performante e liscio. Ben diverso dalla sottodimensionata ex palestra GIL di Ventimiglia dove periodicamente si allenano grandi e piccini. Ma anche questa finirà… probabilmente in un parcheggio auto.

Ad ogni modo, un provvidenziale banchetto dell’ottimo Bellotti, proponeva mille meraviglie come nei migliori parchi chiusi di un Rally WRC…

Ecco allora proposte le mitiche Juice Matter Yellow ruote americane in vari diametri ( 80 / 86 / 90 / 100 / 110 mm) e prezzi equivalenti in euro, per 8 ruote. Due differenti mescole F1 (medio) ed F3 (medio morbide).

Rischio di scivolate a parte, ecco l’elenco dei primatisti per la Provincia di Imperia da segnalare: IORIO GIUSTINA e NELLA LORENZO (cat. Destrezza /giovanissimi), EREMITA MARTA, MATHILDE GUAZZINI, ROTELLA CAMILLA, NELLA LORENZO (cat. 400m in linea /giovanissimi), MAZZOLA FEDERICO (cat. Destrezza e 800 m in linea / esordienti), MAZZULLA RICCARDO (cat. Sprint e 1000 m in linea / ragazzi).
Tutti appartenenti alla A.S.D. Rotellistica Ventimigliese diretta, da sempre, dal sig. Vincenzo Vinci.

Un altro modo per non farsi trovare impreparati all’appuntamento Provinciale del 29 marzo, sempre a Savona ma stavolta nello campo sportivo Bacigaluppo.

A dimostrazione che in Italia, non esiste solo il gioco del calcio.

Beatamente ignorante

Ieri sera

incontro al Circolo Pasolini fra Alzalatesta, Altroponente e curiosi…

Io, manco sto a dirlo, facevo parte di quest’ultimi. E non sono stato deluso: più di tre ore di notizie ed aggiornamenti sulla nostra città e soprattutto sui suoi abusi odierni e futuri.

Numerosi i partecipanti ma numerosi anche gli assenti.

La mia teoria su quest’ultimi è la seguente: in questa era di informazione omnipresente (Tv, radio, web, sms, cartelloni, ecc…) moltiplicato per un diffuso sentimento di impotenza verso i poteri forti, unito alla paura di perdere quegl’attimi di tranquillità apparente (prima della tempesta, ndr) molti si « rintanano » in casa, in panciolle sul divano, magari a guardarsi una partita di calcio…

Daltronde non posso biasimarli.

Certe volte, sapere, aumentando la propria sfera di conoscenza, può essere deleterio. Mentre vivere nell’ignoranza può essere una escapade. Comunque, questo approccio alla realtà, varia da persona a persona.

Chi non sono riuscito a portarmi ieri sera al Circolo, non verrà mai (se non per farmi piacere) mentre a chi piace essere in prima linea, lo sarà sempre, indipendentemente dallo stato sociale o dall’età.

Basti che questi incontri non servano solo a denunciare i soprusi quotidiani ma anche a creare una valida alternativa, che vada al di là del semplice disfattismo, del semplice « no » !

Una missione quasi disperata, a parer mio. Ma io sono solo un asino curioso !

E, da quei Signori di ieri sera, ho solo da imparare.

Niente per niente

Tempo di elezioni amministrative.

Tempo di promesse elettorali e soprattutto di scambi e favori per chi cavalca l’onda. Capire dove tira il vento è fondamentale per questi signori; ecco allora riproposti gli evergreen: dalle centrali atomiche, al testamento biologico, passando dal sostenere i ceti più deboli per fronteggiare la crisi economica mondiale…

Politica del riciclaggio, dove tutti si rimpastano e come nel maiale, dove non si butta nulla… all’insegna del banchetto del magna-magna quinquennale.

Purtroppo, nel paese de Bengodi e della cuccagna (a dire il vero « per pochi », ndr ) se sei una persona per bene, non solo non sai più per chi votare ma non sarai neanche lontanamente eleggibile: cosa potresti promettere ai tuoi sostenitori, in cambio del loro voto ?

Competenza, serietà, correttezza, imparzialità … tutte qualità che non giovano a nessuno, almeno non nell’immediato. O quantomeno, non valgono più un voto perchè tutti vogliamo qualcosa in cambio.

Ecco come l’Arte  di Governare le Società è scemata in favoritismi. E sinceramente, non so se basti una lista civica per risolvere il dilemma del « niente per niente ».

Non ci resta che diventerare qualcuno!