Apprendo ora dell’ennesima morte sulle nostre strade, a bordo di una moto. Parlo purtroppo dell’incidente di ieri avvenuto fra Latte e Ventimiglia. Si chiamava Sébastien Raco, 22 anni, di Lione (Fr).
Io non c’ero, non ho visto e non conosco il ragazzo che ha perso la vita.
Purtroppo però so cosa vuole dire tutto questo: una bomba nei cuori delle persone che conoscevano la vittima, nei suoi genitori ed nei suoi amici.
E penso a tanti ragazzi e ragazze che ho visto in questi anni barattare la loro vita per una corona di fiori lasciata sulla strada.
Pezzi di macchine, pezzi di moto, di biciclette; pezzi di vite spezzate per sempre e tolte. Mai, tutto tornerà come prima !
Potrei raccontare di tanti (Valerio, Stefano, …) che non ce l’hanno fatta o di altri (Orazio, …) che pagheranno a vita.
Ma non capisco chi scappa (come per Giacomo Revelli) o se la ride, come in questo caso, dopo aver « abbattuto » qualcuno.
Mi ha colpito quest’ultimo caso di ieri, per la crudeltà dei suoi carnefici: pur connazionali (Francesi) ma senza pietà, senza umanità, senza misericordia per chi era a terra (e poco dopo, anche sotto).
E allora penso davvero che Dio sia morto.