Vi è mai capitato, dopo tanto tempo che frequentate un ambiente, una compagnia, una persona, di avere la sensazione di essere imprigionati in uno spazio « chiuso » e da esso contaminato in tutti i propri pensieri ? Dove pensate ancora di avere delle idee originali e pensieri innovativi ma in realtà avete smesso di produrli da tempo ?
Ve ne accorgete quando, notate che, chi viene da « fuori », vede le vostre stesse cose in un altro modo, con una mente molto più aperta e libera. Libera da vincoli e da paure perché liberi di pensare, con semplicità, senza colorazioni, senza contaminazioni.
E da questa obiettività spontanea, nascono trovate allo stesso tempo semplici e geniali agli occhi di chi si ritrova con un cervello « lessato » dalla routine.
E allora la mia domanda è: io che sono qua dentro con un encefalogramma piatto, sarò in grado di guardare e – soprattutto – vedere lì fuori ? Ma perché, c’è ancora vita lì fuori…? Ma esiste, un lì fuori ?
Probabilmente, per chi lo sa vedere, sì. Il mondo non è tutto qua.
Se qualcuno ha capito qualcosa di questa mia introspezione… mi faccia un fischio. Devo smetterla di scrivere con la musica a palla, in cuffia e andare a dormire. Però, queste cuffie sono davvero ottime.
PS: quel belinone di Patrick
si è ripresa una moto… era meglio se si trovava una donna, invece di ravattare in giro 🙂