Siamo quello che mangiamo

Oggi giornata mondiale dell’obesità. Per festeggiare, corsetta impegnativa ieri sera fra amici e poi a tavola…

Scherzi a parte, sempre di più, soprattutto d’estate al mare, vedo ragazzi giovani e giovanissimi sovrappesi o inclini all’obesità. E’ un problema serio che si porteranno dietro per tutta la vita e, in qualche maniera, gliela condizioneranno.

Ecco allora sorgere problemi alle articolazioni (ginocchia) che cederanno alla prima corsetta, sciata, ecc perché il proprio corpo dovrà sobbarcarsi il 15% (sovrappeso) o il 30 % (obesità) del peso in più, rispetto al proprio peso forma.

Non servono diete particolari o cose strane, basta consumare quello che poi bruceremo. Se mi strafogassi a tavola per poi non fare niente durante il giorno, non potrei che ingrassare… questo lo capirebbe pure un bambino.

Invece sembra non essere chiaro per molti, dai genitori che per primi hanno un’alimentazione irresponsabile, ai pediatri e dottori che “chiudono” sempre un occhio. Vedi il Nutrikids per bambini.

Anch’io mi faccio prendere per la gola e dovrei pesare 78/80 kg anziché 85 come segna impietosamente la bilancia, avere un IMC inferiore a quello da “manzo” che mi ritrovo (25) ecc… cominciamo la “dieta” già con una corretta spesa, perché è ovvio che se mi compro un barattolo di Nutella, poi me la mangerò.

Però se me la mangio e mi faccio un corsa di 10 km, qualcosa avrò bruciato, no ? Facciamo il test per qualche consiglio.

Segue un articolo apparso su Repubblica qualche tempo fa sulla situazione italiana:

DIETA mediterranea, addio:

Gli italiani mangiano troppo, male e ingrassano perché, oltretutto, sono drammaticamente pigri. I numeri forniti da Progetto Cuore, portale dell’Istituto superiore di sanità, e presentati oggi a Roma nel corso della conferenza stampa organizzata per illustrare scopo ed eventi di “Obesity Day 2009” la Giornata mondiale celebrata il prossimo sabato 10 ottobre, segnalano un’emergenza: il 17% degli uomini e il 21% delle donne tra i 35 e i 74 anni, è obeso; non va meglio per il sovrappeso che angustia il 50% degli uomini e il 34% delle donne. Un dato: il girovita è cresciuto di 6-7 cm per l’uomo e di quasi 15 per la donna 84 per la donna.

Le differenze per regioni. Queste cifre, tradotte, indicano che su 100 italiani adulti, 67 uomini e 55 donne ogni giorno hanno qualche problema con fianchi, pancia e abiti da indossare. Regione dopo regione, l’ago della bilancia sale da Nord verso Sud. Al Nord l’analisi non è certo brillante – gli obesi sono in media attorno al 16% mentre il sovrappeso supera la media del 35%- ma meno preoccupante rispetto al Sud dove si arriva a un 30% di obesità specie tra il gentil sesso e il sovrappeso colpisce il 52% della popolazione maschile e il 42% di quella femminile. Il primato del grasso tocca ai campani, ai siciliani, seguiti dai calabresi. Stile di vita invidiabile invece per piemontesi, marchigiani, sardi e altoatesini.

I dietologi dicono basta. Sabato 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, in tutta Italia saranno aperte – per consigli, informazioni gratuite e misurazione di peso e altezza – le circa 180 Unità operative di dietetica e nutrizione clinica dislocate negli ospedali e sul territorio. Giornata all’insegna dello slogan “Ogni grande impresa inizia sempre con un primo passo”.

Perdere peso, spesso un fallimento. “Perdere peso è difficile, lo dimostra il fatto che a 6 mesi dalla prima visita e dall’inizio della dieta quasi il 50% delle persone si arrende e non fa più i controlli”: a parlare è Giuseppe Fatati coordinatore di “Obesity Day” e presidente dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica-Adi. “La stessa cosa accade a chi è in sovrappeso. La gente è convinta che bastino 15-20 giorni per perdere chili. In questo modo il fallimento è assicurato.

Nuove strategie e prudenza con la Rete. Sono tante le strade per dimagrire: volontà, percorso diagnostico-terapeutico che include un’educazione alimentare non restrittiva e personalizzata, attività fisica, obiettivi raggiungibili e aiuto, se necessario, di farmaci e bisturi. “Non scorciatoie – precisa Fatati – ma presidi irrinunciabili se l’obesità è grave o complicata da diabete e ipertensione”. La chirurgia bariatrica cresce: i centri specializzati nel 1999 erano nove, oggi se ne contano 91, e si allungano le liste d’attesa. In calo il bendaggio gastrico che tuttavia resta il primo intervento seguito da bypass gastrico e “sleeve gastrectomy”.

Attenzione alle false diete. Basta diete punitive, per perdere peso meglio piatti tipici e test del gusto. Il rilancio dei piatti tipici regionali prevede l’utilizzo dei prodotti stagionali ma con una gestione del cibo che rispetta quantitativi e tempi del pasto. Non a caso la dieta mediterranea è “parca e gustosa”. A proposito di gusto, “dimmi cosa ti piace di più e ti aiuterò a dimagrire”: è noto che ogni individuo “sente” i sapori in modo personale. “Dipende da come lavorano i suoi recettori – dice Fatati – un test fenotipico, semplice da eseguire (si fanno assaggiare quadratini di carta imbibiti dei singoli gusti) permette di scoprire se una persona ha i recettori più per il salato che per il dolce, per l’acido piuttosto che per l’amaro o, ultimo arrivato, l’unami. Presto inizierà uno studio che permetterà invece di mappare geneticamente il gusto attraverso il Dna della saliva (test genotipico). Nel frattempo ADI e Nestlè promuovono una mega-indagine sulle abitudini alimentari degli italiani. Un questionario sarà inviato a 200.000 utenti registrati nel database Nestlè. La survey avrà lo scopo di individuare tre diversi profili di correttezza alimentare e di comportamento all’insegna del benessere.

http://www.obesityday.org/home/